Dopo 15 anni di danza classica, contemporanea e modern-jazz, Michela incontra l’ hip hop e a questo universo, lei dice, si sente profondamente e per certi versi inspiegabilmente legata:
“Ho ballato per anni con il sogno di diventare qualcuno. Un sogno che fino a 16 anni poteva significare quasi esclusivamente diventare famosa”
Per caso Michela, dopo aver conseguito il diploma di danza classica che le permetteva di insegnare, viene coinvolta dalla madre che per caso trova una piccola palestra della provincia di Milano disponibile all’apertura di corsi di danza. All’età di 18 anni quindi, comincia ad insegnare:
“Questo momento ha segnato per me un momento importante: lentamente mi accorsi che non ero più solo io il centro del mio mondo, del mio amore per la danza, delle canzoni che ascoltavo”
I pochissimi allievi con cui Michela comincia il suo percorso sono divenuti oggi parecchi e come afferma lei stessa, loro sono la sua soddisfazione più grande. Quando poi lei stessa si rende conto che la carriera professionale di ballerina classica non poteva e voleva essere il suo futuro, si lascia guidare esclusivamente dall’istinto e dalla sete di continui aggiornamenti di diversi stili di danza seguendo diversi insegnanti nazionali ed internazionali:
”la danza contemporanea e modern jazz mi hanno regalato, per anni, fortissime emozioni e stimoli nuovi”
L’incontro, decisivo, con l’ hip hop…
Nel 1997, a vent’anni, Michela mette piede per caso e per la prima volta in uno dei club soul -hip hop milanesi più datati e storici, il Soul to Soul:
“non avevo mai provato un tale senso di coinvolgimento musicale e ritmico in un locale o discoteca prima di allora”
Michela ci torna di nuovo, diviene “socia del club” e frequenta assiduamente i locali black di Milano:
“senza rendermene conto e senza sceglierlo di proposito, il mondo hip hop di cui ero entrata a far parte stava influenzando ormai le mie scelte musicali in quanto ascoltatrice, ballerina ed insegnante di una scuola di danza”
Non avendo mai studiato hip hop, le coreografie di Michela lentamente passano da modern jazz a funky modern:
“Non mi rendevo conto che l’hip hop, oltre ad una passione che coltivavo con gli amici e nei club di Milano, potesse divenire anche un reale stile di danza per me, e di conseguenza per la mia scuola. Oltretutto, non avevo mai visto ballare gruppi hip hop fino ad allora e per tutti i miei amici di colore, era difficile pensare all’ hip hop come un contesto rinchiuso tra quattro mura”
Allora Michela decide di fare il passo da sola: cerca e frequenta alcuni stage di hip hop a Milano e da qui nasce la decisione di apprendere ed insegnare questo stile:
“mi resi conto di essere profondamente innamorata dell’hip hop, mi accorsi anche che lo stile musicale, immensamente variegato di generi diversi al suo interno e di cui cominciavo a delineare già delle preferenze, era in assoluto quello che coinvolgeva più la mia anima”
Con il tempo, Michela approfondisce la conoscenza dell’hip hop attraverso la lettura, dalla quale riceve un’ ulteriore e stupenda conferma di questo legame:
” le radici storiche dell’hip hop, i suoi contenuti e quelli dei testi delle canzoni fino ad allora ignorati hanno consolidato questa passione e questa mia scelta”
Con piacevole serenità, oggi Michela afferma:
“I lunghi anni di danza classica, jazz e contemporanea che ho alle spalle, non li ho nè rinnegati né dimenticati: è proprio grazie a loro se io mi rendo così tanto conto di quanto l’hip hop racchiuda in sè tutto ciò che di ALTO c’è per me nell’arte della danza e della musica ed è anche grazie a quegli anni di sacrifici e limiti sotto diversi aspetti che oggi riesco ad apprezzare la meravigliosa CONTEMPORANEITA’ dell’universo hip hop. E’ per questo e con amore, che ho scelto di approfondire questo stile e diffondere questa cultura”

L’hip hop si articola in quattro discipline:
1) Il RAP o MCING che riguarda la scrittura, creando testi in rima.
2) Il TURNTABLISM o DJING che riguarda la musica, manipolazione del giradischi (l'arte di suonare i giradischi come un vero e proprio strumento musicale).
3) B-BOYNG (o BREAKING) che riguarda la danza, la break-dance e tutto ciò che ne consegue.
4) AEROSOL ART (o WRITING) che riguarda le arti figurative, l'arte delle bombolette spray.
Sarà un caso? Ad ogni modo, l’hip hop sembra essere la stupenda e perfetta fusione tra le principali forme artistiche dell'uomo: il disegno, il ballo, la musica, e l'espressione vocale.
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